lunedì 14 luglio 2008

Una fondazione per Ravenna Capitale europea della Cultura 2019



La Fondazione Ravenna Capitale è stata costituita con atto pubblico nel contesto delle iniziative del Giubileo 2000 tra Archidiocesi di Ravenna-Cervia, Comune di Ravenna e Provincia di Ravenna allo scopo di svolgere attività di promozione e valorizzazione del patrimonio artistico, monumentale e culturale che abbia riferimento alla storia cristiana della città di Ravenna.


Essa si propone di promuovere, a livello nazionale ed internazionale, la città di Ravenna valorizzandone il patrimonio d’arte musiva bizantina delle sue basiliche e dei suoi monumenti, testimonianza unica al mondo di una storia religiosa tradotta sui beni artistici di straordinario interesse come riconosciuto dall’Unesco; di istituire collaborazioni con il patrimonio documentario della città, dalla Biblioteca Classense, alla Oriani, alla Biblioteca dell’Accademia di Belle Arti, e soprattutto di valorizzare quello conservato nell’Archivio storico arcivescovile e nella Biblioteca del Seminario, fruendo della presenza scientifica e professionale dell’Università degli Studi di Bologna per la particolare opportunità offerta dalla sede di Ravenna della Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali; di organizzare eventi culturali in grado di esaltare la storia medievale di Ravenna, in particolare della prima età, da realizzarsi nei vari contenitori pubblici e privati che gli Enti fondatori potranno rendere disponibili.

Per il primo triennio la carica di Presidente, che viene assegnata a turno agli Enti fondatori, è stata ricoperta dal rappresentante dell’Archidiocesi, al termine del quale si è avvicendata la Presidenza del Comune di Ravenna.



Progetti realizzati:

Mostra Deomene - L’immagine dell’Orante tra Oriente e Occidente, (catalogo Electa), esposta presso il Museo Nazionale di Ravenna (2001); Ricordo dello scrittore André Frossard, autore de Il Vangelo secondo Ravenna, nel decimo anniversario della sua scomparsa (dic. 2005); Relazione dal tema Ravenna: una città ponte tra Oriente ed Occidente – la sua storia e lo splendore dei suoi mosaici svolta dal prof. Roberto Zagnoli, Direttore del Museo Etnologico Vaticano, nel contesto di un’iniziativa promossa dalla Cooperativa culturale Capit di Ravenna presso la sede dell’Ambasciata d’Italia di Berlino, in collaborazione con l’Istituto Italiano di cultura di Berlino (dic. 2005); Contributo alla pubblicazione del volume di Gianni Morelli e Chiara Morigi Al cuore dei mosaici ravennati, promossa dal Centro culturale Pier Giorgio Frassati, edizioni Carismatici Francescani (2006). Nello scorso mese di settembre gli Enti Fondatori hanno provveduto a designare i propri rappresentanti Consiglieri per il triennio 2007/2009. Del nuovo Consiglio fanno parte Mons. Guido Marchetti ed Enrico Maria Saviotti, designati dall’Archidiocesi, Alberto Giorgio Cassani e Claudio Palmeri designati dalla Provincia, Gianni Morelli e Andrea Casadio, designati dal Comune di Ravenna. Seguendo la rotazione triennale statutariamente prevista, il Consiglio della Fondazione ha proceduto alla nomina del Presidente nella persona di Alberto Giorgio Cassani e dei due Vice presidenti, rispettivamente Mons. Guido Marchetti e Gianni Morelli. Come prima iniziativa, la Fondazione ha partecipato agli incontri pubblici promossi in occasione del Decimo incontro tra la Chiesa ortodossa e la Chiesa cattolica svoltosi a Ravenna dall’8 al 15 ottobre 2007.

Progetti da realizzare nel triennio 2007/2009:

Attivazione di un sito web (www.ravennacapitale.it)che contenga oltre alle informazioni generali sugli scopi della Fondazione, anche schede storico-bibliografiche sulla storia cristiana di Ravenna, attualmente poco reperibili in rete; progetto Nel nome di Galla da inserire nel sito web; programmazione di tre conferenze pubbliche sull’Archivio Arcivescovile; realizzazione di una mostra sui segni cristiani nella città; presentazione del volume di Luois Hautecoeur sul Simbolismo del cerchio e della cupola presso la basilica di San Vitale; corso di formazione rivolto alle guide turistiche sul rapporto tra architettura e liturgia nelle chiese ravennati e dell’ermeneutica dei mosaici, a cura di Gianni Morelli e don Giuliano Trevisan. Lo stesso Consiglio ha inoltre positivamente valutato la possibilità di essere componente istituzionale del tavolo in corso di realizzazione per l’ottenimento da parte della città di Ravenna del titolo di Capitale europea della Cultura nell’anno 2019.

Il progetto Nel nome di Galla si prefigge di organizzare eventi, mostre e convegni che ruotino intorno alla figura di Galla Placidia. A questo scopo, si intende avviare un collegamento stretto con i luoghi toccati dal peregrinare di Galla: Roma, Istanbul, Barcellona, Narbonne.

Alla capitale catalana, in particolare, ci unisce il travagliato viaggio compiuto da Galla, partita appunto da Ravenna per essere condotta in sposa ad Ataulfo.
Galla è ricordata a Barcellona con l’intitolazione di una piazza, plaça Gala Placidia, come ricorda, non senza una punta di ironia, lo scrittore Manuel Vázquez Montalbán, nella sua particolarissima guida della città catalana, Barcelonas: infatti «se lo spirito di Galla aleggia per tutta la piazza», purtuttavia «il centro materiale è stato destinato a un monumento a Biancaneve, dando vita a un «collage storico-cinematografico che poteva venire in mente solo a un grande umanista o a un grande cinico» (Barcelonas, 1987, tr. it. di Hado Lyria, Barcelonas, prefazione di Andrea Ambri e Paolo Pagani, Milano, Leonardo, 1992, p. 60).

In altri casi, la memoria di Galla è riflessa nella replica del suo mausoleo.

A São Frutuoso de Montelios, presso Braga, in Portogallo – regione dove, nel VII secolo, si percepisce una precisa influenza dell’arte bizantina – esiste una copia, un analogon, del mausoleo di Galla Placidia, datata al 665 d. C. All’esterno, l’unica differenza sostanziale – oltre al diverso paramento, in pietra, anziché in laterizio – è l’alternanza tra archi semicircolari e archiacuti, intersecati a circa due terzi dell’altezza da un cordolo ornamentale che interrompe l’uniformità dei prospetti. Un coronamento di arcatelle decora il volume centrale della crociera che rinserra la volta, mentre nel prototipo ravennate si trovano una serie di dentelli “classici”. Ma la straordinarietà dell’edificio lusitano si svela nell’interno: vi si ritrova, in sedicesimo, la spazialità di San Vitale. «Tre dei bracci della croce, trattati come absidi a forma di ferro di cavallo, sono ricavati dal muro pieno che forma le murature quadrate esterne. Dietro le due arcate centrali di misura ridotta si creano piccoli spazi complessi coperti da volte che poggiano su piccole colonne. Ci sono quattro di questi spazi nei bracci della croce e sei nell’abside» (Xavier Barral i Altet, Alto Medioevo: Dall’Antichità all’Anno Mille, Köln, Taschen, 1998, p. 111).

Un’altra replica del mausoleo, assai più recente (dovrebbe risalire alla seconda metà dell’Ottocento), si trova in un giardino nei pressi della Mathildenhöhe, vicino a Darmstadt. Collocato accanto alla più famosa Künstler Kolonie – voluta da Ernst Ludwig, granduca d’Assia, di cui la cittadina tedesca era al tempo la capitale, e sorta tra il 1901 e il 1908 su disegno dell’architetto austriaco Josef Maria Olbrich, celebre allievo di Otto Wagner – al suo interno sorge appunto una copia del mausoleo adibito a monumento funebre di un componente della dinastia stessa.

Con queste due località si vorrebbe allacciare un qualche rapporto di “gemellaggio”.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Un ottima idea quella di una Fondazione culturale, ottimo anche il loro sito web, spero che la presenza della chiesa cattolica non rallenti il procedimento sul progetto Archivio Arcivescovile.

Un amico dell'archivio.

Anonimo ha detto...

Dici di essere un amico dell'archivio,
ma l'archivio è della chiesa ....

Il sito non è male è vero, ma ancora non si aggiorna da mesi!

Giacomo

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